Estraneo alla luna composta
di Fabrizio Stenti
 

Capita spesso di intaccare in quelle persone che pretendono di aver scoperto “L’Ammerica prim’e tè”….
Quando invece uscire fuori dall’itinerario turistico, comporta un susseguirsi di eventi o cose differenti.
….sicuramente più non previste di quelle meno pensate…..o non pensate di quelle meno previste!!!
In questo caso…sono stato molto combattuto.
Tra la mia voglia di essere estraneo e strafottente, ed invece un giusto bisogno itinerante suscitato dalla massificazione…per non sentirsi effettivamente soli.
Conoscere qualcosa nel modo più facile, tramite copertine colorate dal titolo “Barcellona”, non è un principio che mi soddisfava…
Non ho comprato nessun libro.
Questa “luna composta” e ricomposta di parole e descrizioni, era visibilmente tonda all’apparenza…ma ho cercato nei suoi angoli meno visibili, quello che volevo e non quello che mi avevano raccontato.

……esiste un sistema interno di smistamento corpi…che ti porta ovunque senza però farti vedere niente… come un’altra città sotterranea fatta di linnee colorate.
Ma ho avuto anche il bisogno di uscire alla luce, e di stancarmi volentieri, evitando di cavalcare macchine a rotaglie…..
…essere stanchi fa parte del gioco…
……ci si mischia tra colori di pelle diversa, tra accenti stranieri e automaticamente spesso succede di entrare nelle foto degli altri…..
….ebbi l’impressione di essere uno dei tanti cranei di passaggio, ma non ho scritto da nessuna parte…<<Fabrizio was here >>…!!!
…questa sensazione, in realtà effettivamente vera, non ti consente di istaurare nessun tipo di rapporto con le persone, quasi ci si scoccia di parlare “l’inutile”….
…è vero anche che sei lune… sono relativamente poche…..per pensare di capire..
Ma spesso anche solo un assaggio….ci consente un rifiuto.

.…si cammina per le strade con un bagaglio di confusione, non si sa cosa guardare?!

cercavo di ammirare molte cose conservandole nella mente, più che memorizzarle attraverso una lente di vetro…

….si guarda al dettaglio, con quelle profondità buie…sintomaticamente storiche…..di questi negozi al livello strada…balconi arruginiti echeggianti un’antica cultura del ferro, stile retrò… liberty…stile floreale inizio Novecento….Baywindow sporgenti come blocchi estranei alla linearità degli edifici…
…e poi questa frenetica ed asfissiante presenza di questo signore… un certo Gaudì…alla quale sicuramente andranno dei meriti di coerenza…in tutto quello che ha fatto e pensato…
…torni a casa con solo le immagini dei tuoi desideri…il resto, cioè le cose concrete rimangono lì, forse ad aspettare un tuo futuro ritorno stabile, oppure un ‘altro di quei passaggi che non ti consentono di mettere radici, perchè in fondo siamo noi a non volerlo…b’è Barcellona è così, una città di passaggio….


….uno strano edificio era stato uno dei mie punti di partenza….
….strana specie di grattacielo, tra le forme più rare, lontano da quelle classiche a sezione quadrata!!…


tutto colorato…
…l’interno mi colpì molto…pareti riflettenti e materiali scuri ma lucidi, come se fosse stato tutto ordinato e pulito prima del mio arrivo….(Jean Nouve l - Torre Agbar )
…camminavo…e mi accorgevo di quell’orizonte di mare che mi aspettava, quasi fosse la mia meta…
…falsa prospettiva in realtà, prima di bagnarmi ci misi mezz’ora…


una bella strada luminosa, con il verde al centro e le linee del tram che ci passavano sopra…(La Diagonal)
sembrava quasi aprirsi un varco, in una zona isolata, piena di cantieri e grandi progetti..
( Dominique Perrault - Hotel habitat Sky ; Miralles & Tagliabue - Park Diagonal Mar)
Finì con lo sbocciare in uno spazio molto esaltante dal punto di vista emotivo…con la presenza di diverse architetture dal disegno strano……..quasi sculture abnormi.
(Herzog & de Meuron - Forum 2004)
E’ giusta per chi non ha ancora le idee chiare, ci sono infiniti punti di vista dei sogetti da me fotografati…ma in queste immagini non c’è stata solo la voglia di ricordare, ma anche un’ ipotesi diversa rispetto alle cose che avevo intorno….come oggetti, particolari sensazioni, persone che in quel momento non c’erano…

….la città si perde nella cura del design o nell’architettura a grande scala….
un odore di sale, come niente mi trascinò a seguirlo….
…incuriosito della sua origine, passai senza accorgermene dal cemento ai colori vivi di un lungomare multietnico…
niente frazione… tra il costruito per “vivere”…ed il costruito per “pensare”…

…invece la parte alta della città, a picco sul mare….certo non mi ispirò nella conquista di essa…
un castello ne copriva la difesa offrendo in cambio, rari momenti di pausa…
….scendendo, circondato dal verde passai attraverso una serie di spazi molto simili nel loro stile,
supposi fossero opera dello stesso creatore?!

(Carlos Ferrater – Botanical Istitute; Carlos Ferrater – Botanical Garden)

…ancora in fondo, giunsi in un luogo molto più silenzioso, a differenza di quelli già visitati…
sembrava ci fosse una sorta di rispetto da parte delle persone, come se fossimo stati in un luogo sacro!!
….ero lì…. e sentivo nell’aria la sensazione che il costruttore di quest’opera, già ci navigava dentro prima di costruirla….e mi piaceva fotografare…questo soggetto entusiasmante, che sicuramente echeggiava un fare pulito…

(Ludwig Mies van der Rohe - pavilion for the international exposition in Barcellona)

Non c’è cosa più bella che viaggiare, capire che esiste “il diverso” dal outdoor di casa nostra…
Viaggiare per poi raccontare e condividere un piacere.
È bene farlo con altre persone, perché a lungo andare, non possiamo ridere da soli delle nostre battute…
C’è tanto ossigeno da respirare a Barcellona.
Auguro a me più che a voi di essere coraggioso nel viaggiare, non solo con la mente ma anche con il corpo…
Vi auguro invece di trovare la persona giusta con cui condividere questa esperienza dell’andare via…
Anche se per poco…

Buon viaggio, Barcellona 21-28/08/06

FabrizioStenti

vedi le immagini del "viaggio"