Concretizzando un concetto astratto
di Fabrizio Stenti



Peter Berhens ha in più occasioni affermato come sia importante la bellezza di un prodotto per il suo successo commerciale (inizi del ‘900)
2006, anni in cui sotto la voce di “concetto di bellezza” si può rischiare di non trovare niente, oppure soltanto dei punti esclamativi (dipende dall’edizione)

Arti figurative, arti sonore, arti applicate, concettuali ecc ; anche l’architettura subisce questa Free Entry.
Nel senso che tutti possono inventarsi da un giorno all’altro, senza limiti di età (intesa come anni di esperienza)
Ci si improvvisa artisti, designer, architetti, ormai non c’è differenza, i campi di interesse si intrecciano distogliendo l’attenzione sulla definizione del proprio ambito lavorativo, concentrandosi solo sul risultato.

vedi recensione su D di casa inserto di Repubblica delle donne, pag 59, 16/o9/o6

Ed è proprio questo a diventare opinabile.
Il risultato diventa la resa finale di una ricerca avanzata, tra tecnologia, ed effetto Show-image
L’inserimento del soggetto in un contesto narrativo dalle caratteristiche altamente evocative.
L’impatto visivo è ciò che conta, un’immagine che serva da esposizione, sulla quale ci si possa ricavare una sorta di storia che faccia pubblicità.

“..Troppa libertà di progetto, troppa sperimentazione.
Oltre ad avere un’ampia scelta ed enorme disponibilità tecnologica, ma questa è la fine non è la vera libertà
E poca architettura davvero funzionale, vicina alla realtà della vita.
Non si può oggi dare una definizione unitaria di architettura.
Viviamo in un mondo in cui le cose cambiano troppo in fretta..”

tratto da Se una casa non si può abitare - l’opinione di Eduardo Souto de Moura, inserto D Repubblica delle donne, pag 23, 16/o9/o6, testo raccolto da Elena Franzoia

Grandi progetti.
C’è un pre-affaticamento nello scoprire e ricercare forme assurde, sorrette da una intera squadra di strutturisti, che ne consentono la staticità (mentre l’architetto se la ride) speriamo solo che gli strutturisti non siano neri!!
A questo punto meglio quelli del sol levante, che si divertono con strutture semi-labili.
Chissà se poi in realtà questi strutturisti non siano altro che una squadra speciale composta da Telamoni e Cariatidi!

Le forme classiche, quelle a sezione quadrata tanto stabili ma ormai arcaiche, dove sono finite?
Jean Nouvel si è divertito con torre Agbar, ma non dimentichiamoci la corsa allo Skyscrapers più alto.
Bisogna tornare al periodo degli anni sessanta e settanta quando sorsero la Sears Tower ed il John Hancock Center dando vita all’odierno skyline.
Ma andatevi a leggere le ultime recensioni sul boom delle grandi opere che attraversa gli Stati Uniti da New York a Miami fino a Las Vegas. Chi sarà la prescelta di questo gioco a rialzo?
Si suppone che sia invece Chicago, dove i più apprezzati architetti del Pianeta si sono ritrovati a porre la firma sul XXI secolo.
L’edificio a spirale della Fordham Spire, disegnata dallo spagnolo Santiago Calatrava, è destinato a sorgere nel punto di congiunzione fra il lago Michigan ed il fiume Chicago, si propone di rivoluzionare l’arte del grattacielo. Il disegno si ispira alla sagoma del fumo dei falò pellerossa che secoli fa abitavano sulle sponde del fiume dal quale la città prende il nome, ogni piano è spostato di due gradi rispetto a quello inferiore dando vita ad una torre che da terra a cielo ruota di 270 gradi e la superficie degli appartamenti di ogni piano diminuirà - mentre il prezzo aumenterà - in proporzione all’altezza.

vedi anche Architettura, grattacieli del terzo millennio, di Barbara Paltrinieri
http://magazine.enel.it/boiler/arretrati/arretrati/boiler06/html/articoli/Paltrinieri-grattacieli.asp

Eccovi la storiella! un grattacielo che si ispira alla sagoma del fumo? gli indiani?il fiume…!
E Zio Paperone ce lo siamo dimenticati nel Klondike, a cercare l’oro…?
Tutto al servizio dell’immagine dunque. Ma allora che ce ne facciamo dei cinque punti dell’architettura del padre/padrone!
Eccoci quindi, adottati da un sistema che prevede l’ingresso di una nuova idea di spazio, concepito secondo il wellness , equilibrio tra mente, corpo e spirito.
Appropriazione indebita di un concetto che non appartiene alla nostra cultura, ma va di moda e suscita interesse.
(come l’utilizzo di parole straniere in quello che si scrive :-)
Affascina questo principio, come tutte le cose che non si capiscono.
(effetto show-image, citata prima)
Sistema IKEA.
Tutto, subito e a poco prezzo!!.
Il processo vuole infatti , vendere a basso costo una merce che, per poco tempo ti consente l’ illusione di aver aumentato la qualità del tuo intorno.

Allora torniamo a ritroso su cos’è il concetto di qualità in un oggetto (nell’ambito del design)
Un oggetto di qualità deve avere tre caratteristiche base:
Deve soddisfare il cliente nella sua funzione, nella forma mentis e deve durare nel tempo.
IKEA, ti frega attraverso l’arma che tu gli hai fornito, vuoi il wellness l’equilibrio del tuo spazio?
Le sedie si inflettono, gli armadi sono di truciolato, i piatti a 50cent, sono instabili.
Certo hai tutto subito e continui a pensare di giocare con i LEGO anche a 40 anni, e di riscoprire la tua tanto e desiderata scatola del Meccano.
Ma manca la materia prima, ovvero il materiale, componente inutile se non associato al fattore tempo, ovvero durabilità.
Questo è un esempio nel campo del design di come gli altri decidono per noi.
Di come l’apparenza ci svuota le tasche.
Di come è cambiato il rapporto tra volontà e risorsa economica.
Nella fase di scambio gli oggetti sono investiti da valenze, da parte dei consumatori, che esulano dall’esclusiva “funzionalità”.

“… qui si parte dalla convinzione che le cose che la gente compra sembrano possedere, oltre alle loro funzioni, anche significati personali e sociali. I beni contemporanei sono riconosciuti come oggetti-psicologici, sintesi di attributi e scopi connessi ai modelli sociali ed ai livelli di aspirazione…”

Flaviano Celaschi, il design della forma merce, Il sole 24 ore, 2000 - tratto da Guelfo Tozzi, Oggetti comunicanti Fiorentino e New Tecnology 2002

Il sistema dei grattacieli è lo stesso, e noi mangiamo inconsapevoli!
Si parla di attribuizione di un surplus.

Nessuno si interessa di quelle persone che abitano all’ombra dei grattacieli.
Avete mai pensato di avere l’ombra sulla vostra casa, 12 ore su 24?
E delle grandi pareti vetrate che ne pensate?
Che sicuramente prenderanno più luce, ma significa anche un aumento di dispersione termica, aumento del calore, aumento dei metri di tessuto per fare le tende oltre alla diminuzione di superficie per appoggiarci un mobile o appenderci un quadro…

Pensate di dormire in 90mq a 541m di altezza, nell’appartamento numero 3780!! pagando una cifra a 3 zeri.
(ti sei dimenticato il cellulare in macchina << scusa cara? hai mica 4 milioni per l’ascensore? >>

L’armonia dei sensi rende entusiasmante un’architettura, ma stiamo attenti a questa sviolinata melanconica e ingannatrice.
L’impressionismo di Seurat, le pennellate di Monet ; bisogna diventare scettici, perche la distanza non ci rende nota la proprietà del peso. Il peso è sinonimo di materia, e noi costruiamo con essa.

Concretizziamo, sfatando questo mito della pietra pomice.


Studio, Napoli V.Bellini 40 - 08/10/06

FabrizioStenti

Leggete:

Tom wolfe, Maledetti architetti, edizione saggi Tascabili Bombiani