Ultimas Reportagens - portale di architettura portoghese
Fernando Guerra - FG+SG
articolo e intervista tratti da www.demaniore.com

Nato a Lisbona nel 1970, prima di avvicinarsi alla fotografia, Fernando Guerra inizia il suo percorso formativo come architetto. Dopo aver conseguito la laurea in architettura, dal ’94 al ’99 lavora presso uno studio di Macao che, come lui stesso ricorda sempre, gli darà il primo approccio verso l’edilizia e l’urbanistica. Solo successivamente infatti arriva anche il desiderio di essere dietro l’obbiettivo, grazie anche alla collaborazione con suo fratello, Sérgio, con cui apre un atelier e uno studio a Lisbona, creando il marchio FG+SG.Oggi le sue foto sono sulle copertine delle più importanti riviste mondiali, da Ad a Casabella, da Wallpaper a Icon. Divenendo così anche partner ufficiale di grandi architetti portoghesi, come Álvaro Siza, Gonçalo Byrne e Manuel Salgano.
Particolare attenzione in Fernando Guerra anche per quanto riguarda la comunicazione: tra i suoi recenti impegni vi è infatti la creazione del portale Ultimas Reportagens che si pone l’obbiettivo di diventare una finestra sul mondo per l’architettura contemporanea portoghese, con oltre cento contributi tra dossier, articoli e pubblicazioni.

Quando è nata in lei la passione per la fotografia?
Molto probabilmente è nata da un’educazione che mi ha insegnato a cercare il bello nelle cose, e dalla necessità di ricordarle. Come ogni bambino ho iniziato con il disegno. Penso che il disegno mi abbia accompagnato sin dall’inizio, e forse con questo mi sono creato la prima ossatura. Può essere stato il punto di partenza per diventare architetto, ero sempre a disegnare luoghi e spazi… mi ha anche aiutato mio padre, anche lui architetto, che portava sempre il suo lavoro a casa. Nel frattempo però, con il passare del tempo, ho iniziato a fotografare sempre più e a disegnare sempre meno.

Lei ha anche studiato e lavorato come architetto quindi: cosa ha comportato questo nella sua vita e nel suo lavoro?
Ho difficoltà a relazionarmi all’architettura solo come fotografo. Nel primo approccio ad un edificio, mi sento sempre come un architetto che lo visita, con la normale curiosità di un professionista.
L’occhio del fotografo cade normalmente sugli oggetti, dettaglio dopo dettaglio. Senza aver piena coscienza, formulo un giudizio critico, seleziono ciò che mi piace di più o che mi sembra più importante per il lavoro. In generale questo coincide con ciò che il cliente desidera.
Come architetto ho il vantaggio, rispetto al fotografo tradizionale, di capire il concetto che si nasconde dietro il progetto. So come leggere un edificio.
Come fotografo, conosco tecnicamente come si cattura l’essenziale o lo strutturale in un progetto. Vedere un edificio è, soprattutto, un gesto volontario a una selezione critica.

L’architettura e l’uomo sono i principali soggetti delle sue fotografie. Cosa c’è in questa unione che la affascina?
E’ l’unificare l’elemento che esiste tra il lavoro che ho sempre fatto e il lavoro che faccio oggi. E’ portare la vita quotidiana della strada, della gente all’interno della sfera architettonica. L’architettura deserta e sterile non mi interessa.
Un altro importante soggetto è la luminosità e le diverse sfumature che assume durante il giorno…
Ritraggo sempre un edificio su un lungo periodo di tempo, mai di passaggio. Durante il giorno o i giorni, le luce cambia e crea nuovi effetti. Alla sera ci sono nuove immagini che prima non esistevano. Penso che l’edificio e la luce, più che i sentimenti, ci donino un senso di temporalità. La facciata orientale che è inondata dalla luminosità della mattina, l’area attorno che si risveglia, il ritmo della sua vita quotidiana: vediamo il cammino della luce nelle sue variazioni di colori sulla roccia o sul legno, nei cambiamenti del cielo trasformato dal tramonto.

Qual è la città al mondo che ha una luce speciale?
Mi piace fotografare ogni cosa e ovunque. Lisbona è la mia casa, perché qui c’è il mio atelier e la mia famiglia. Per tanti anni ho vissuto invece a Macao, vicino Hong Kong, e per me è facile trasferirmi ovunque. Ho anche molto interesse a lavorare nei prossimi mesi in Spagna, Gran Bretagna, Messico, Seul, Angola… ma la mia base sarà sempre il Portogallo e Lisbona.

http://www.fernandoguerra.com/
http://ultimasreportagens.com/