Il
Manifesto dell'InarchGiovani
Amare.
Quando Giò Ponti, nel 1957, intitola il suo libro “Amate
l’ architettura”, si riserva di suggerire sul frontespizio
una serie di titoli alternativi. Uno di questi recita “Perorazione
sull’ architettura”.
Se Inarch Campania Giovani fosse un libro, il titolo sarebbe “Amate
l’ architettura (ma non tutta)”; mentre sul frontespizio
si leggerebbe “Per(f)orazione (de)ll’ architettura”.
Perforare può essere un valido sinonimo di indagare, mediare,
condizionare. Perforare vuol dire entrare non superficialmente nell’
architettura, ragionare con spirito critico. Amare con riserva, invece,
vuol dire amare di più e meglio. Significa scegliere, creare
una scala di valori, decidere anche cosa odiare e quindi cambiare.
Inerzia.
“Proprietà che possiede la materia di perseverare nello
stato di quiete o di moto finchè una causa esterna non venga
a perturbarla”.
Ogni idea nasce per “scuotere” lo stato delle cose, come
un sisma scuote la terra e ne modifica lo stato fisico. In seguito tale
idea si arricchisce di significati, e tenta di dare un ordine a questo
movimento istintivo e asimmetrico. Gli attributi successivi vengono
con la ricerca, con lo studio, con verifiche empiriche. Così
lo slancio iniziale prende forma ed inizia a definirsi il “carattere”.
Come ogni idea, anche la nascita della sezione giovanile dell’
Inarch ha seguito questo percorso. La “scossa” è
stata nella direzione di un diverso modo di vivere gli ultimi anni universitari
ed i primi della professione. Nelle poche settimane di vita, l’
associazione ha raccolto più di 50 iscritti, ha redatto un progetto
di intenti ed ha messo in cantiere e realizzato diverse iniziative culturali.
Dunque l’ idea è partita, ed in seguito si è arricchita
di significati. Il primo traguardo raggiunto è la creazione di
una rete, alla quale ciascuno di noi contribuisce apportando idee, proposte
ed informazioni utili.
“La
delegazione giovani dell'InArch si pone l’obiettivo di creare
attenzione intorno ai temi dell’architettura attraverso azioni
di promozione e dibattito, che puntino a diffondere una sempre più
elevata cultura del progetto, facendo sì che l’architettura
entri a far parte, in modo incisivo, del patrimonio genetico della società
contemporanea”.
Così esordisce lo Statuto che ci siamo dati come sezione giovani
dell’ Inarch. Con gli stessi contenuti esordiva nel 1959 lo Statuto
dell’ Istituto Nazionale voluto e scritto, tra gli altri, da Bruno
Zevi. In tutti questi anni, forse, sono cambiati alcuni strumenti di
lavoro e di indagine sull’ architettura, ma la sostanza è
immutata, e quella noi vogliamo richiamare e proporre a quanti condividono
le nostre idee. Questo sito, come gli altri siti di architettura e di
tendenza, ha lo scopo di diffondere i nostri ragionamenti sulla disciplina.
Ma vuole avere anche una funzione aggiuntiva, quella cioè di
costituire uno strumento di persuasione di un particolare modo di vedere
l’ architettura: il modo della modernità. Perciò
quando dicevamo all’ inizio amate l’ architettura (ma non
tutta) volevamo significare proprio questo: che noi abbiamo deciso da
che parte stare, e questa idea tenteremo di comunicare attraverso questo
strumento editoriale.
Giovanni
Aurino, Matteo Belfiore, Roberto Tranchese
(coordinamento InArchGiovani)
In/Arch
- Istituto Nazionale di Architettura
L'Istituto Nazionale di Architettura fu fondato nell'ottobre del 1959
da un'idea di Bruno Zevi quale luogo di incontro delle forze economiche
e culturali che partecipano al processo edilizio.
Ne fanno parte, infatti, architetti e ingegneri, costruttori, industrie
di materiali edili, istituti di credito edilizio, operatori economici,
enti della pubblica amministrazione. L'IN/ARCH svolge una intensa attività
culturale pubblica senza finalità di lucro; come tale ha ottenuto
il riconoscimento giuridico mediante il Decreto Presidenziale n. 236
del 28 marzo 1972.
Sono ben noti i settimanali "lunedì dell'architettura"
che si tengono ininterrottamente a Roma da 38 anni su problemi di edilizia,
urbanistica, pianificazione territoriale, design. L'IN/ARCH ha organizzato
oltre 1000 dibattiti, tavole rotonde e conferenze a cui hanno partecipato
illustri studiosi e professionisti italiani e stranieri, esponenti dell'industria,
della finanza, della pubblica amministrazione; ha allestito numerosissime
mostre sui più importanti protagonisti dell'architettura del
'900.
La delegazione Giovani di InArch vuole creare attenzione intorno a temi
legati all'architettura attraverso azioni di promozione e dibattito,
iniziative che puntino a diffondere una sempre più elevata cultura
del progetto, facendo sì che l’architettura entri a far
parte, in modo incisivo, del patrimonio genetico della società
contemporanea. Azione e promozione intorno a "tematiche giovanili"
che vanno dalla formazione professionale all'ingresso nel mondo del
lavoro, dal passaggio dall'architettura di carta a quella costruita.
La delegazione sottoscrive lo statuto dell’associazione culturale
e ne persegue gli obiettivi.
discorso
di fondazione di Bruno Zevi
statuto
regolamento
breve
presentazione delle attività di InArchGiovani
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