New York
30 seconds pavillion NY


 
  Matteo Belfiore
 

idea. "...video artists have to learn to explain themselves in 30 seconds..."(nam june paik), ciascuno può comprare con 1$ trenta secondi di celebrità, ovvero esprimersi tramite il proprio avatar digitale all'interno del parachute pavillion a new york, centro del mondo. sms, mms ed emails da tutto il globo, tasformati in bits sono captati dalla parachute tower, metafora di una antenna, ed inviati al padiglione, metafora di un trasformatore. la "corrente" in ingresso è costituita da uomini e bits. la "trasformazione" avviene invece mediante algoritmi, ovvero le differenti esposizioni. da questa interazione entrambi, individui ed informazioni, subiscono un arricchimento. successivamente i bits, rielaborati, ritornano al mittente con il loro feedback. il padiglione diventa così "architettura connettiva".

progetto. il "30 sec. pavillion" è ideato come generatore omnistagionale di attività ed immaginato come nuovo polo attrattore di livello globale. l'alternanza delle diverse funzioni lo rende attivo lungo l'intero arco delle 24 ore, con spazio coperti per i periodi freddi ed aperti per quelli caldi. l'area espositiva è configurata come contenitore versatile (trasformatore), "poema digitale" dedicato alla video art, ed è in grado di adeguarsi alle differenti forme espositive (algoritmi). le quattro funzioni sono totalmente indipendenti, e quindi gestibili da enti diversi, e sono progettate in modo da assicurare l'accessibilità ai diversamente abili.

tecnologia. il tubo che accoglie lo spazio espositivo è costituito da una struttura reticolare autoportante, sostenuta da tre pilastri. la pelle esterna è costituita da uno strato di 2cm di materiale plastico traslucido il lastre. lo strato intermedio accoglie gli impianti ed un sistema di illuminazione che rende visibile e catalizzatore di attenzione anche nelle ore notturne. lo strano interno è costituito da moduli smontabili che rendono lo spazio maggiormente flessibile alle esigenze espositive. nei tratti in pendenza il soffitto accoglie un sistema cinetico di videoproiezione che in 30 secondi fa scorrere le immagini sul piano di calpestìo. i rivestimenti sono in legno teak, resistente all'acqua e alla salsedine, e riprendono la texture dei dock preesistenti.

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note biografiche