firenze
nuova sistemazione di piazza ghilberti


 
  no-de studio
 

Una grande piazza circondata da edifici popolari posta in un punto nevralgico della città. Un insieme pittoresco ed un po’ caotico di tende sorrette da pali di legno e corde tese che coprono una moltitudine brulicante di venditori urlanti ed acquirenti provenienti da ogni dove, impegnati a trattare su una gamma infinita di articoli. Un susseguirsi di zone ombrose, quasi domestiche, ricavate all’ interno di un grande spazio aperto altrimenti lasciato libero in balia di sole e vento, accompagnate da angoli dove fermarsi per scambiare quattro chiacchiere in compagnia o rifocillarsi fra un acquisto ed un altro.
A questa secolare e quasi ideale concezione di mercato, tipica della città mediterranea fin dai tempi dell’antichità classica, ma potremmo dire lo stesso di qualsiasi parte del nostro pianeta, si ispira la nostra proposta per la nuova sistemazione di Piazza Ghiberti di Firenze. Un nuovo centro vitale che misceli sapientemente varie funzioni creando sorpresa e curiosità dove si trovavano vecchi edifici sgangherati e semplici piazzali per le macchine, tenendo comunque ben presente ciò da cui proveniamo e ciò che ci circonda. Ecco dunque che per i nuovi stalli vengono riutilizzati in modo assolutamente contemporaneo gli stessi materiali, metallo e vetro, che caratterizzano il vecchio Mercato delle Pulci. Proprio come nel vecchio mercato, camminiamo in mezzo a mobili e libri usati in uno spazio coperto che fa da raccordo fra i vari negozietti, vere e proprie bancarelle fissate al terreno come se un mercato, un giorno, tanti e tanti anni fa, fosse passato per questa piazza e qui si fosse fermato, piantando a terra i suoi pali di legno e tendendo le sue corde con le quali sorreggere i grandi teli, pelli vibranti bianche o colorate, semplici o decorate, che riparano dalla luce e dalle intemperie senza impedirci il contatto con la piazza e con la vita che la fa pulsare. Le costruzioni contenenti i servizi e le uscite del parcheggio sotterraneo vengono fasciate, pur in modo che se ne percepisca la forma originaria, con un rivestimento di legno del tutto simile a quella del vicino, vecchio mercato coperto di Sant’Ambrogio, quasi un mercato delle pulci alimentare nel quale ritrovare fragranze, odori e sapori provenienti dal passato. Lo stesso motivo simile a persiana di legno è stato usato anche per un altro blocco scale, quello del nuovo edificio per uffici e negozi, altrimenti caratterizzato da semplici linee di cemento armato e grandi specchiature vetrate ed organizzato in base all’esposizione al sole ed agli agenti atmosferici. Gli uffici infatti si affacciano verso la piazza mentre sul lato sud si trova un grande corridoio vetrato che se durante l’inverno funge da serra catturando il calore, d’estate può essere opportunamente schermato in modo da ridurre l’impatto della luce solare. Questo nuovo manufatto contiene e sottolinea il nuovo ingresso all’area universitaria della Facoltà di Architettura dell’antico carcere di Santa Verdiana ed ospita a piano terra uno spazio commerciale per il quale la destinazione più adatta sembrerebbe indubbiamente quella di una libreria a spiccata vocazione artistica e giovanile.
A fare da legante fra questi nuovi episodi architettonici tridimensionali che si inseriscono nel grande vuoto della copertura del parcheggio sotterraneo, la nuova piazza. Uno spazio flessibile ed adatto a diversi utilizzi, nel quale il disassamento del mercato serve da un lato ad assicurare un maggior respiro all’ edificio-ingresso all’ Università e dall’altro a non occupare in maniera troppo invasiva la piazza fornendo la possibilità di utilizzarne almeno una parte per scopi differenti dal Mercato delle Pulci. Anche l’ illuminazione segue questa generale filosofia di gentile asincronia con il contesto circostante, la ricerca di un apparente disordine che, come suggerisce Arnheim, si configura non come l’assenza di ordine ma come lo scontrarsi di più ordini diversi fra loro. Le lampade che assicurano l’illuminazione generale sono infatti integrate nei pali che sorreggono le grandi tele di copertura e ne seguono quindi l’apparente andamento irregolare, e sono coordinate con l’ illuminazione proveniente dal blocco del mercato, da quella periferica, da quella derivante dall’edificio ingresso.

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