Il complesso integrato elementare e media alla Romanina
3 nuove scuole a Roma


 
  Andrea Piccirillo
 

All'atto della progettazione del complesso scolastico, molti erano i punti di domanda a cui era necessario dare una risposta. Sicuramente quello principale e forse anche quello più scontato era riferito alla concezione della scuola in quanto oggetto architettonico, ossia alla forma che l'edificio doveva avere in rapporto anche alla funzione da esso assolta. Su tutte le questioni possibili però una in modo particolare ha fortemente caratterizzato la concezione del progetto, e dunque: che cos'e la scuola oggi? Oggi la scuola in quanto istituzione atta a formare è un ambiente dinamico che avvolge gli alunni con una miriade di attività, che sono ben lontane dalla fredda lezione frontale di venti anni fa. Le esigenze di una scuola d’oggi sono quelle di poter vivere in ambienti dinamici dove quando possibile uscire fuori e fare lezioni all'aperto, senza essere disturbati dalle “voci” della città. Indi l'idea di avere un luogo che poteva essere “chiuso e aperto”, nel senso della scatola/scuola, dove per aperto intendo il contatto con l'aria, con il verde, e per chiuso intendo protetto dalla città e dal suo caos, ha tracciato una netta via progettuale da seguire nella concezione dell'oggetto/scuola. Quest’ultima si presenta come una piastra unica da cui emergono, scendo vari elementi o altri ancora la attraversano completamente. Il forte segno nel senso di “incisione” sull’ area, è dato dal grande scavo che è giustificato da due motivazioni, la prima di carattere pratico, ossia l'esigenza di avere un grosso parco a disposizione di tutti ma soprattutto dei bambini che fosse all'aperto, ma protetto, “chiuso”, sicuro, mentre la seconda motivazione è di carattere puramente simbolico nel tentativo di voler richiamare la caratterista del territorio romano quale “terra di scavi” per eccellenza. L'intero progetto è giocato sull'uso di superfici pulite, nette, di geometrie elementari interrotte solo da tagli alternati che aprono alla luce, o da ampie superfici vetrate. L'aggregazione dei volumi che costituiscono il complesso scolastico, è giocata molto sull'idea di voler vedere gli alunni della scuola media che “dall'alto della loro età”, si affacciano e guardano quelli delle scuole elementari più piccoli, quasi a voler sottolineare un passaggio ad una maggiore maturità scolastica/comportamentale, mentre invece un unico livello, quello del parco, accomuna tutti all'età del gioco e della spensieratezza.

vedi il progetto

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