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| All'atto
della progettazione del complesso scolastico, molti erano i punti di domanda
a cui era necessario dare una risposta. Sicuramente quello principale
e forse anche quello più scontato era riferito alla concezione
della scuola in quanto oggetto architettonico, ossia alla forma che l'edificio
doveva avere in rapporto anche alla funzione da esso assolta. Su tutte
le questioni possibili però una in modo particolare ha fortemente
caratterizzato la concezione del progetto, e dunque: che cos'e la scuola
oggi? Oggi la scuola in quanto istituzione atta a formare è un
ambiente dinamico che avvolge gli alunni con una miriade di attività,
che sono ben lontane dalla fredda lezione frontale di venti anni fa. Le
esigenze di una scuola d’oggi sono quelle di poter vivere in ambienti
dinamici dove quando possibile uscire fuori e fare lezioni all'aperto,
senza essere disturbati dalle “voci” della città. Indi
l'idea di avere un luogo che poteva essere “chiuso e aperto”,
nel senso della scatola/scuola, dove per aperto intendo il contatto con
l'aria, con il verde, e per chiuso intendo protetto dalla città
e dal suo caos, ha tracciato una netta via progettuale da seguire nella
concezione dell'oggetto/scuola. Quest’ultima si presenta come una
piastra unica da cui emergono, scendo vari elementi o altri ancora la
attraversano completamente. Il forte segno nel senso di “incisione”
sull’ area, è dato dal grande scavo che è giustificato
da due motivazioni, la prima di carattere pratico, ossia l'esigenza di
avere un grosso parco a disposizione di tutti ma soprattutto dei bambini
che fosse all'aperto, ma protetto, “chiuso”, sicuro, mentre
la seconda motivazione è di carattere puramente simbolico nel tentativo
di voler richiamare la caratterista del territorio romano quale “terra
di scavi” per eccellenza. L'intero progetto è giocato sull'uso
di superfici pulite, nette, di geometrie elementari interrotte solo da
tagli alternati che aprono alla luce, o da ampie superfici vetrate. L'aggregazione
dei volumi che costituiscono il complesso scolastico, è giocata
molto sull'idea di voler vedere gli alunni della scuola media che “dall'alto
della loro età”, si affacciano e guardano quelli delle scuole
elementari più piccoli, quasi a voler sottolineare un passaggio
ad una maggiore maturità scolastica/comportamentale, mentre invece
un unico livello, quello del parco, accomuna tutti all'età del
gioco e della spensieratezza.
vedi
il progetto
note
biografiche
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