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Il tema della
seguente tesi di laurea risponde al bando del concorso internazionale
per il Nuovo Palazzo del Cinema e Aree Limitrofe organizzato da La Biennale
di Venezia nel luglio del 2004.
Le richieste di tale bando riguardavano la realizzazione di un nuovo edificio
rappresentativo per la mostra internazionale d’arte cinematografica,
che annualmente si svolge al Lido di Venezia, che si andasse ad inserire
in prossimità del complesso esistente, ed attualmente adibito alle
funzioni del festival del cinema, raccogliendo al suo interno tutte le
attività principali della manifestazione. Veniva richiesta, inoltre,
la complessiva sistemazione dell’area, riconfigurandola secondo
un’adeguata dimensione urbana.
Il progetto che ora andremo a presentare, nasce quindi da una volontà
duplice: quello di dare un nuovo volto alla mostra cinematografica, dotandola
finalmente di spazi adeguati sia alla sensazionalità dell’evento,
sia all’enorme flusso di utenti che annualmente attira al Lido,
e quello, dall’altro lato, di regalare all’isola un nuovo
polo ricreativo che quotidianamente la rivitalizzi, prestandosi flessibilmente
alla possibilità di organizzare al suo interno eventi eterogenei,
dalle conferenze, ai concerti,alle esposizioni. Tali direttive abbiamo
accolto di buon grado. Di contro, abbiamo rifiutato alcuni aspetti del
bando, con cui sin dalla prima lettura siamo stati discordanti: primo
fra tutti, quello riguardante l’abbattimento dell’avancorpo
del 1952, indubbia icona della manifestazione cinematografica. Siamo dell’opinione,
infatti, che, per quanto il prospetto originario del vecchio palazzo del
cinema sia di indiscutibile pregio, esso non è più legato
alla memoria storica del Festival e del Lido, o almeno, non quanto il
famoso avancorpo che, per quanto sia stilisticamente discutibile a parer
di molti, ha ormai acquisito storicamente un valore maggiore per i simboli
che ha incarnato nell’ultimo cinquantennio e che tutt’ora
incarna. Salviamo dunque l’avancorpo, anzi, lo convertiamo in un
elemento fondamentale del nostro programma d’intervento: svuotandone
il livello inferiore, lo andiamo a trasformare nell’ingresso alla
nostra passeggiata verso la Nuova Piazza del Cinema, sottolineando la
sua naturale vocazione di prolungamento del portico del bell’edificio
inizio secolo che fronteggia l’ hotel Excelsior, punto di partenza
della passerella degli ospiti di spicco della manifestazione. La Nuova
Piazza del Cinema è un grande parco che ingloba edifici vecchi
e nuovi e che ricrea, attraverso i percorsi che attraversano i suoi livelli,
il rapporto tra il mare e la laguna, sottolineati da viali alberati che
danno forza agli assi prospettici. Partendo dalla darsena sul canale del
nuovo edificio di progetto, attraversando il Nuovo Parco del Cinema seguendo
gli alti alberi, si scopre a poco a poco l’Adriatico, fino a poterlo
contemplare nella sua grandezza dalla nuova terrazza a mare.
L‘ edificio di progetto è stato conformato in modo tale da
contenere tutte quelle funzioni più strettamente legate alla proiezione
e visione dei film in un unico volume centrale, la cui forma chiaramente
ne denunci la funzione. Tale nucleo è strutturalmente autonomo
dal resto della composizione, così come, al suo esterno, resta
strutturalmente indipendente l’organo connettivo dell’edificio,
che racchiude i percorsi di accesso e di uscita dalle sale: un gigantesca
pelle traslucida, formata da due strati da otto centimetri di crisunid,
composto di vetro e pvc, tanto resistente quanto leggero, che riveste
il suo sostegno, una maglia a sezione variabile di reticolari. Tra i due
strati traslucidi verranno poste delle fibre ottiche, che illumineranno
l’edificio di sera, accendendolo sulla piazza. Tali fibre potranno,
volendo, assumere diversi colori, segnalando all’esterno lo svolgersi
delle fasi della manifestazione cinematografica. Il solaio che regge la
platea, infine, si prolungherà longitudinalmente, tagliando in
due il nucleo centrale e dando vita, all’interno, allo spazio riservato
al foyer, verso l’Adriatico, e all’esterno, verso la laguna,
ricongiungendosi con le rampe provenienti dalla piazza, configurando il
livello più alto di quest’ultima, con una terrazza sulla
darsena sul canale retrostante.
vedi
il progetto
anna
sirica
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