il Nuovo Palazzo del Cinema di Venezia
Tesi di laurea in progettazione architettonica
relatore: Alberto Izzo - correlatore: Vincenzo Corvino

 
     
  anna sirica  
 


Il tema della seguente tesi di laurea risponde al bando del concorso internazionale per il Nuovo Palazzo del Cinema e Aree Limitrofe organizzato da La Biennale di Venezia nel luglio del 2004.
Le richieste di tale bando riguardavano la realizzazione di un nuovo edificio rappresentativo per la mostra internazionale d’arte cinematografica, che annualmente si svolge al Lido di Venezia, che si andasse ad inserire in prossimità del complesso esistente, ed attualmente adibito alle funzioni del festival del cinema, raccogliendo al suo interno tutte le attività principali della manifestazione. Veniva richiesta, inoltre, la complessiva sistemazione dell’area, riconfigurandola secondo un’adeguata dimensione urbana.
Il progetto che ora andremo a presentare, nasce quindi da una volontà duplice: quello di dare un nuovo volto alla mostra cinematografica, dotandola finalmente di spazi adeguati sia alla sensazionalità dell’evento, sia all’enorme flusso di utenti che annualmente attira al Lido, e quello, dall’altro lato, di regalare all’isola un nuovo polo ricreativo che quotidianamente la rivitalizzi, prestandosi flessibilmente alla possibilità di organizzare al suo interno eventi eterogenei, dalle conferenze, ai concerti,alle esposizioni. Tali direttive abbiamo accolto di buon grado. Di contro, abbiamo rifiutato alcuni aspetti del bando, con cui sin dalla prima lettura siamo stati discordanti: primo fra tutti, quello riguardante l’abbattimento dell’avancorpo del 1952, indubbia icona della manifestazione cinematografica. Siamo dell’opinione, infatti, che, per quanto il prospetto originario del vecchio palazzo del cinema sia di indiscutibile pregio, esso non è più legato alla memoria storica del Festival e del Lido, o almeno, non quanto il famoso avancorpo che, per quanto sia stilisticamente discutibile a parer di molti, ha ormai acquisito storicamente un valore maggiore per i simboli che ha incarnato nell’ultimo cinquantennio e che tutt’ora incarna. Salviamo dunque l’avancorpo, anzi, lo convertiamo in un elemento fondamentale del nostro programma d’intervento: svuotandone il livello inferiore, lo andiamo a trasformare nell’ingresso alla nostra passeggiata verso la Nuova Piazza del Cinema, sottolineando la sua naturale vocazione di prolungamento del portico del bell’edificio inizio secolo che fronteggia l’ hotel Excelsior, punto di partenza della passerella degli ospiti di spicco della manifestazione. La Nuova Piazza del Cinema è un grande parco che ingloba edifici vecchi e nuovi e che ricrea, attraverso i percorsi che attraversano i suoi livelli, il rapporto tra il mare e la laguna, sottolineati da viali alberati che danno forza agli assi prospettici. Partendo dalla darsena sul canale del nuovo edificio di progetto, attraversando il Nuovo Parco del Cinema seguendo gli alti alberi, si scopre a poco a poco l’Adriatico, fino a poterlo contemplare nella sua grandezza dalla nuova terrazza a mare.
L‘ edificio di progetto è stato conformato in modo tale da contenere tutte quelle funzioni più strettamente legate alla proiezione e visione dei film in un unico volume centrale, la cui forma chiaramente ne denunci la funzione. Tale nucleo è strutturalmente autonomo dal resto della composizione, così come, al suo esterno, resta strutturalmente indipendente l’organo connettivo dell’edificio, che racchiude i percorsi di accesso e di uscita dalle sale: un gigantesca pelle traslucida, formata da due strati da otto centimetri di crisunid, composto di vetro e pvc, tanto resistente quanto leggero, che riveste il suo sostegno, una maglia a sezione variabile di reticolari. Tra i due strati traslucidi verranno poste delle fibre ottiche, che illumineranno l’edificio di sera, accendendolo sulla piazza. Tali fibre potranno, volendo, assumere diversi colori, segnalando all’esterno lo svolgersi delle fasi della manifestazione cinematografica. Il solaio che regge la platea, infine, si prolungherà longitudinalmente, tagliando in due il nucleo centrale e dando vita, all’interno, allo spazio riservato al foyer, verso l’Adriatico, e all’esterno, verso la laguna, ricongiungendosi con le rampe provenienti dalla piazza, configurando il livello più alto di quest’ultima, con una terrazza sulla darsena sul canale retrostante.


vedi il progetto

anna sirica