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progetto del museo napoletano per le arti contemporanee si genera in un
nodo Complesso della città, nel quale si relazionano diverse epoche
di Napoli, rappresentate dalla caserma Bianchini e i Granili di Ferdinando
Fuga al mercato ittico di Luigi Cosenza e gli interventi di Carlo Cocchia
per le case popolari.
Oltre queste presenze il luogo si misura con la città post industriale.
L’area d’intervento, denominata Stella Polare si situa nell’isolato
ad angolo tra Via Alessandro Volta e Corso Arnaldo Lucci, ed è
attualmente utilizzata come deposito dell’ANM.
Comprende anche l’area Gasometro, nata nel 1862 per opera della
“compagnia napoletana d’illuminazione e scaldamento col gas”.
Oggi rimangono gli scheletri dei tre gasometri costruiti negli anni trenta,
rispettivamente di 80000, 42000 e 18000mc.
Nelle immediate vicinanze il parcheggio Brin, grossa infrastruttura urbana.
Per il museo m’interessava mettere in relazione l’esposizione
e la città, la storia dei suoi personaggi con l’attualità.
Ho concretizzato quest’idea disegnando un corpo che, quasi come
un grosso insetto, si poggia e collega le preesistenze sull’area:
gli scheletri dei gasometri e il deposito dell’ANM, puntando due
cannocchiali sul golfo, uno verso il Vesuvio, l’altro verso la città
consolidata.
Al piano terra: Foyer, sala conferenze, Bar e Book Shop.
Al piano superiore, le sale espositive, temporanee e permanenti, che continuano
nei gasometri con rampe a sviluppo anulare.
Ludoteca, Internet Point e Sale Lettura completano il museo secondo quella
logica che vede il trasformarsi del museo contemporaneo in estensione
dello spazio pubblico.
vedi
il progetto
note
biografiche
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