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| Città
di parole | |||
| Lisbona
dove la terra finisce e comincia il mare… di Cristina Ciccone | |||
| Città
davvero particolare Lisbona, dove i Lisboneti si confondo con i tanti
turisti che vengono a visitarla e dove si respira subito una grande varietà
culturale. L’Oceano già si fa sentire, il vento spira forte
e fa sobbalzare l’aereo che con una rapida manovra scopre la particolarità
di una città adagiata tra i suoi sette colli lungo le sponde del
fiume Tejo. È forse proprio il lento scorrere del fiume che influenza
la vita della città, domina una strana quiete a Lisbona, come qualcosa
che sa di antico. L’aeroporto di Portela dista pochi chilometri
dal centro e così sono subito tra le vie principali della città.
La prima cosa che colpisce sono i grandi viali alberati ingentiliti da
palazzi in stile art-nouveau e rivestiti, come quasi tutti i marciapiedi,
da mosaici composti da cubetti di calcare bianco e basalto grigio (una
specie di sanpietrini ma puliti e lucidissimi!). È l’Avenida
da Liberdade che si fa portavoce di un forte contrasto architettonico:palazzi
in pieno stile si affiancano a costruzioni moderne senza mai confondersi
ma cercando in ogni modo di rispettarsi a vicenda. Altri pochi metri a
piedi e si arriva alla Baixa, quartiere basso della città…il
cielo è azzurro cobalto e privo di nuvole quasi si intona con gli
azulejos che rivestono alcuni edifici, giro lo sguardo e comincio a scorgere
i mitici tram e le funicolari che mi aiuteranno a risalire la città.
Dal quartiere della Baixa grazie all’Elevador de Santa Justa, costruzione
totalmente in ferro ispirata ad Effeil ma non senza le sue velleità
decorative, si riesce ad ammirare dall’alto tutta la zona…è
quasi sera, c’è una luce stupenda e un leggero venticello
scompiglia i capelli, sarà l’Oceano che in nessun modo vuol
far dimenticare la sua presenza. C’è un piccolo caffè
lì sopra, muoversi tra i tavolini per scorgere la città
è davvero un’impresa ma la splendida piazza del Rossio circondata
da innumerevoli tetti rossi è veramente una vista meravigliosa.
In quel momento i miei occhi si riempiono di quei colori che difficilmente
potrò dimenticare! Le piazze a Lisbona sono spazi immensi come
Plaça do Commercio, un enorme quadrato, ancora oggi considerata
la porta d’ingresso della città, c’è un gran
silenzio…di fronte a me l’Arco della Vittoria, alle mie spalle
il fiume Tejo. Ancora una volta questa città mi stupisce, mi lascia
il tempo di pensare, di osservarla….è forse vero quando parlano
di “saudade”, di una certa nostalgia ma non ne sono ancora
convinta e quindi mi alzo e continuo a curiosare tra le vie della città.
Lo sguardo adesso volge sulla collina ad ovest della Baixa dove sono il
quartiere Chiado e Bairro Alto, entrambi quartieri residenziali molto
eleganti e raffinati dove negozi di lusso si attestano su ampie strade
e dove risulta evidente il binomio “chiarezza e semplicità”
che Alvaro Siza ha voluto dare in occasione del restauro dell’intero
quartiere. Poi c’è l’Alfama il quartiere medievale
più antico di Lisbona. È un vero e proprio centro storico
con un dedalo di vicoli strettissimi, ripidi scalini e splendide vedute
del colle di San Giorgio….qui sembra davvero che il tempo si sia
fermato! C’è un forte odore di fritto, sembra quasi aver
impregnato i muri, ad ogni angolo in qualche caffè echeggia il
fado.…è evidente il legame con il passato, è la vera
anima dell’Alfama di una volta che vibra del suo vecchio splendore. vedi
le immagini di Lisbona | |||