| E'
il vento la cosa più bella di Roma…
Lì lo chiamano ponentino, ma è molto di più di un
fenomeno atmosferico, è un'eco lontana e porta con se la grandezza
della memoria. E' un abbraccio tiepido che ti prende ogni volta che esci
da un luogo al chiuso e ti getti in strada… e poiché sei
a Roma non puoi fare a meno di chiederti quali frammenti di storia stia
portando nel suo fluire.
Perché Roma è Storia.
Per quanto i moderni negozi, il frastuono del traffico e le orde di impiegati
in giacca e cravatta nell'ora di pausa tentino di distrarti, la mente
e gli occhi vanno verso l'alto, a guardare le facciate dei palazzi, le
mille finestre variamente decorate, i cornicioni e le mensole, i portoni
e le cupole argentate e ti ritrovi a pensare a mondi che non ci sono più,
al Medioevo, al Rinascimento, alla storia passata che lì è
ancora presente. E' una sorta di macchina del tempo che si assapora camminando
e preferibilmente perdendosi nei suoi vicoli.
E' bellissimo perdersi a Roma.
Il vento ti guida in un dedalo di strade che ti portano ovunque. Hai solo
le colline ed il fiume come confini, il resto è architettura.
La mia Roma inizia nell'ansa che il Tevere forma tra l'isola Tiberina
e il Vaticano, è la fitta trama dei vicoli della città medievale
che i primi papi urbanisti del '500 si divertirono a trafiggere con "moderni"
assi viari. Sono le strade delle vecchie corporazioni, i giubbonari, i
baullari, i cappellari dove si trovano ancora antiche botteghe intervallate
da moderne vetrine da sempre incorniciate da vecchi architravi lignei
ed antiche decorazioni marmoree.
Ed ancora la via dei coronari, la prima "via recta" della Roma
rinascimentale, oggi oasi di pace dove disordinati negozi di antiquariato
si affacciano su una perfetta miscela di sanpietrini e pozzolana, di piante
rampicanti e intonati rosati, di fontanelle e ristoranti tipici. Un segmento
viario che da solo basterebbe a descrivere l'intera Roma.
E non è immaginabile la magia del continuo effetto "dietro
l'angolo"…!
Qui cambiare strada potrebbe significare trovarsi d'improvviso davanti
all'eterno pantheon o all'immenso vuoto di piazza Navona, oppure davanti
all'armonico spazio settecentesco di piazza sant' Ignazio o più
semplicemente in qualche modesta e anonima piazzetta dove edicole sacre,
fiori, piante, fontane e statue ti portano a pensare che quello possa
essere il luogo dove sarebbe bello vivere per sempre.
E' un continuo sorprendersi: campanili e cupole che chiudono caratteristiche
visuali, chiese di ogni epoca a fare da scenografia alle piazze, portoni
spalancati a fronteggiare le strade…
E' un organismo che respira in un continuo aprirsi e chiudersi tra larghi
e vicoli.
E quando esci da questo mondo antico è la natura a rubarti l'attenzione.
Il Tevere appare fiero e solitario nel suo letto di platani e nello spazio
intorno si colgono le lievi colline del Gianicolo, del Vaticano e dell'Aventino
a far da cornice. E quando si attraversa il pedonale Ponte Sisto si possono
cogliere a 360 gradi l'isola Tiberina, gli antichi ponti e la cupola michelangiolesca
a far da cappello a tanta bellezza.
E da qui verso il tramonto ci si può incamminare verso l'Aventino.
Nella valle del Circo Massimo il sole illumina frontalmente le antiche
e maestose vestigie del Palatino, lo spettacolo è da mozzare il
fiato. Si stenta a credere che quelle pietre un tempo furono testimoni
di grandiosi eventi e contemporaneamente viene immediato ricostruire mentalmente
quel grandioso complesso per immaginarlo quando era la sede del potere
di un immenso impero.
E poi l'Aventino, di nuovo un oasi dove la natura sembra per un attimo
prevalere sul costruito.
Ma solo per un attimo però. Perché quando entri nel giardino
degli aranci, all'ombra dell'abside della secolare chiesa di santa Sabina
e dopo pochi passi raggiungi la balaustra marmorea aperta verso il cielo,
ti ricongiungi con la grandezza dell'uomo. Lo spettacolo che si apre davanti
è il più bel panorama di Roma, cogli in una sola occhiata
le forme dei grandi artisti dell'architettura di ogni tempo, il cortile
del belvedere, la cupola di sant'Ivo alla Sapienza, Trinità dei
Monti, villa Medici e san Giovanni in Laterano, san Pietro e santa Cecilia,
il Vittoriano ed il Quirinale, tutto è lì davanti al tuo
sguardo,
il corpo è immobile, la mente è rapita e l'unica cosa che
ancora percepisci è quel vento tiepido che ti accarezza i sensi.
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le immagini di Roma
Luigi
Veronese
architetto di Napoli, dottorando in conservazione dei beni architettonici
gigiver@hotmail.com
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