post: (03 02 09 )
Poortgebouw, Stieltjesstraat 38, 3071 JX Rotterdam NL

volontariamente respingente…una sorta di un’autodifesa…l'ho letto in alcuni oroscopi dell'acquario..

dissociato sull’essere incartato...non sopporto l’essere gettato in un secchio insieme ad altri simili…
(ma non uguali).

Immagino sia dovuto ad una volontà mentale…essere libero, poter far tutto senza confini…appartenere ad ogni ambito più disparato.
…lasciare libertà a rivoli d'acqua di avventurarsi a loro rischio e pericolo… senza opprimerli in un ruscello…

come in un inizio di  rapporto, quando ti accorgi ormai troppo tardi, che aver cercato di definirlo dandogli un nome…a allontanato solamente l’altra persona…

…trovo particolarmente soddisfacente trovare scritto in parole altrui…pensieri comuni…ma ripuliti e messi in luce…mi fa sentire meno ignorante di quanto penso che sia…

“Questo rifiuto del conflitto induce la new age a eludere ogni determinazione. E poiché omnis determinatio est negatio, è proprio dello spirito della new age il sottrarsi all’identificazione, lo sgusciar via da qualsiasi definizione”

“ In effetti il punto di arrivo della psicologia transpersonale non consiste nella stabilizzazione di una identità personale, ma al contrario nel superamento di tutte le identità e nel raggiungimento di un fondo dell’anima, di una regione sotterranea della mente  che si accompagna a un sentimento di profonda tranquillità e di superiorità su tutto.
La new age costituirebbe così la prima manifestazione sociale della semiosi ermetica: rifiutando ogni determinazione come inadeguata, toglie al linguaggio ogni potere...”

M.Perniola, Contro la comunicazione, Giulio Einaudi editore, 2004
pag 12 rigo 15 a 19 e pag 12 rigo 29 a pag 13 rigo 11

 

Potrei  dipingere…scolpire con la creta o fare l’architetto…fare interni come costruire plastici…occuparmi di grafica come di musica…montare video o scrivere…
Potrebbe spaventare…non sapere quale sia la propria posizione…ma dipende dalle persone.
c’è chi si ritrova nella propria confusione…
anche quando scrivo...faccio appositamente errori di sintassi...in modo da far perdere il discorso, in modo da far capire qualcosa si ...qualcosa no...come le frecce di un'automobile...

inconsapevole elasticità  etica…che però non si  rispecchia in quello che faccio concretamente…
tanto è vero…che se una cosa non è confezionata come dico , emotivamente mi chiudo a riccio.

Ho lavorato in uno studio www.kcap.nl …cercando, trovando e firmando, il mio primo contratto per sei mesi…
non trovandomi bene;
sarà che era la prima esperienza all’estero…sarà che mi sentivo ancora un
Don Chisciotte della mancia, sarà che si interessavano prettamente di urbanistica…
e mi sono spaccato, chiudendo tutto…e prendendola come un’offesa personale.

Mi sono spaccato…perché non sono stato elastico, probabilmente mi sono trovato nella fase di snervamento, seguita non a caso dalla fase di rottura.
(per chi si ricordi l’esame di scienza 1)
…e forse non è neanche un caso che debba tornare indietro, alla fase elastica, per ricominciare dall’inizio…facendo ovviamente tesoro del provino del primo materiale…(esperienza)
… mi auguro che l’assunzione delle proprie incapacità possa essere sinonimo di un effettivo  cambiamento…

Un giorno a casa mentre ero di ritorno a Napoli, hanno citofonato insistentemente, chiedendo di me.....
non mi sono fermato a pensare di quale fosse tra le mille la soluzione migliore...per  fuggire.
...così ho imbucato la strada...di fretta e furia, sperando che nella confusione le mie tracce si andassero perdendo.

Ho sguazzato nell'acqua...come fanno i soldati nei film di guerra, per nascondere gli odori ai cani.
Ho provato a nascondermi dietro il ricciolo  nero di un capello di una ragazza....ma il posto era occupato in quel momento...
Così ho cercato di ammirare la luna per raggiungerla...ma gli occhi e la mente si sono avviati troppo presto seminando l'arrivo del corpo...(e senza lasciare il n. di cellulare)...così l'unica cosa che mi ha fatto luce, su questa inutile fuga , è stato un lampione.

Mi guardava, e senza fiatare mi diceva <<dove scappi figliolo?!>>

“io sono qui immobile al gelo, con una pelle di ferro che mi accompagna fino alle caviglie....continuando perennemente a dare consigli, ricevendo in cambio solo nuove lampadine, una pulita dalla pioggia, quando è di visita.....e qualche cane di tanto in tanto...
.......................................................................e tu fuggi?!...”

allorquando...mi sono fermato rallentando il passo per ascoltarlo, dando modo e permettendo finalmente a queste trenta candeline di raggiungermi, anche qui, lontano da casa.

Non si sono spaventate del freddo, né si sono spente nella corsa.
Sono state più forti di quanto m' aspettassi.

Così dopo l'annullamento mentale e geografico che avevo impresso nella città olandese, ponendoci una croce su, eccomi di nuovo.
Con una nuova versione aggiornata del mio cervello, una valigia più leggera...
ed una intermittenza, che a settembre non c'era......

....come  la barra di word, che attende impaziente , che tu scriva qualcosa...


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