Città di parole
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stockholm: la moderna venezia del nord
dal vecchio al nuovo, dall'arte alla scienza, accontenta sperimentatori e tradizionalisti, ecologisti e affaristi, grandi e piccini

di Valentina Paternoster
 
 

Le grandi città del Nord Europa in genere hanno un brutto vizio: assommare vecchio e nuovo.
E uso il termine “assommare” proprio perché non sempre il risultato è felice, nonostante sia di grande effetto scenografico.
Prendiamo per esempio il centro di Stoccolma: tutto ruota intorno alla Centralstationen, enorme costruzione di fine ‘800, la cui zona circostante è stata, negli anni ’50, rasa al suolo e completamente ricostruita. Gli svedesi hanno voluto cancellare le casette basse in legno del ‘700 e le vie strette inaccessibili ai moderni mezzi di trasporto, per issare funzionali minigrattacieli in vetro e acciaio, costruire fontane e regalare così fiumane di luce elettrica al suggestivo buio invernale.
Sbarcare nel centro di Stoccolma significa immergersi nel funkis scandinavo, un’apnea di modernità dove il consumismo, aimè, domina. In Sergels Torg svetta la Kulturhuset, il Palazzo della Cultura, vero e proprio cuore funzionalista svedese con l’anima artistica, dove le nuove tendenze trovano spazio d’espressione. Tutt’intorno Hamngatan e Drottninggatan sono percorse ogni giorno da centinaia di persone prese da mania di shopping forsennato. Cultura raffinata e bieco consumismo dominano una delle due identità di Stoccolma.
Come dottor Jekill e Mister Hide, è sufficiente percorrere mezzo chilometro a piedi, cercare l’acqua dei canali e trovarsi di fronte al Riksdag, il palazzo del Parlamento, antico palazzo con elementi architettonici moderni attorniato dalla sempiterna acqua salina dei canali. E poi Gamla Stan, piccolo isolotto senza tempo dove tutto è rimasto com’era allora: piccole case basse in legno, viuzze strette dove le macchine non passano, saliscendi continui e piazzette nascoste. Di giorno questa zona è assaltata dai turisti: gli svedesi, fattisi furbi, hanno creato una piccola città dello shopping, e ogni angolo è una fucina di gadgets che si ispirano ai vichinghi, ai reali, a Pippi Calzelunghe, e chi più ne ha più ne metta. Ma la sera, quando tutto chiude, i piccoli lampioni dalla luce fioca lasciano in penombra quest’angolo di Svezia da scoprire con tutti e cinque i sensi attivi: la vista si perde in colori caldi che vanno dal rosso al giallo, l’olfatto apprezza i mille profumi che si sprigionano, il gusto chiede di apprezzare la cucina del posto. Ma, per questo, meglio spostarsi a Södermalm!
Il quartiere più modaiolo, più stoccolmese, più “in”, è a sud. Locali, pub, ristoranti, mercatini animano, chi di giorno chi di notte, questa zona. Una vera e propria cittadella di divertimento e svago, insomma! Alti palazzi dalle ampie vetrate anni ’20 e ’30 si ergono con eleganza nei loro toni pastello, qualche piccola guglia qui e là completa il suggestivo quartiere dove tutti, in fin dei conti, sognano di abitare. Se si chiede ad uno svedese dove vorrebbe vivere, egli risponderebbe probabilmente “Stoccolma. Södermalm”.
Culla della Svezia, Stoccolma è la Venezia del Nord, elegante, acculturata, raffinata. Tra le sue chicche consiglio un giro al Nationalmuseét e al Moderna, il cui ristorante “Paradiset”, ispirato all’omonimo locale progettato da Gunnar Asplund nel 1930 in occasione dell’Expo che presentò al mondo il Funkis scandinavo, offre una magica prospettiva sulla città. Andare e… ammirare! Inoltre, l’entrata ai musei è gratis! Il welfare state ha democraticizzato anche l’arte.
Nonché è una città molto verde: ospita un vero e proprio parco nazionale al suo interno, lo Djurgården, che secoli addietro era la riserva di caccia reale. Oggi è zona protetta e paradiso di rare specie di uccelli. Un polmone verde dove si trovano pace e silenzio, proprio al centro della città, raggiungibile con l’unico tram ancora in funzione: lo si aspetta al capolinea in Kungsgatan, si sale, si percorre tutta Strandvägen, suggestiva perché è una sorta di lungomare, si passa davanti all’Historiska Museét e si scende a Skansen, dalla metropoli commerciale alla metropoli verde in cinque minuti.
Infine, per chi avesse nostalgia e volesse bere un buon espresso italiano, il locale giusto, intimo e accogliente, è il Non Solo Bar (Odengatan 34). Un sorriso e un caffè di prima mattina scaldano anche l’animo degli svedesi. Provare per credere!
Una chicca sono le fermate della metropolitana che raggiunge ogni angolo periferico della città, tutte addobbate, decorate, arricchite dall’estro di giovani artisti. Al capolinea della linea blu si può ammirare addirittura una fontana!
Bella, magica, suggestiva. Da ammirare sia d’inverno che d’estate.



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