Bruxelles - Take away…not for me
di Fabrizio Stenti

Sarà la terza o quarta volta che mi inoltro, per le vie di questa città, ed è ormai un mio modo di negarmi ai flussi di massa e flussi di marcia…


Sono le 14:36, scendo di casa…
digiuno, ero infatti sicuro di trovare un kebab da qualche parte, ormai è una delle certezze che hai se ti rechi in qualsiasi città europea.

...infreddolito dal tempo grigio, illuminato da questa luce bianca, eccomi circondato da persone che per tutto il tragitto non mi hanno degnato di uno sguardo…come gli attori di teatro, che guardano all’infinito…

…la pioggia si alterna tra vento e spiragli di luce, che faticano a filtrare fra le nuvole….
mio fratello ci vive da 5 anni, è diventato albino

…edifici moderni, celano elementi sinceri….stili, materiali, colori, edifici consumati dal tempo e dalle persone
elementi che raccontano storie…senza parlare , comunicando solo con la loro presenza.
….ammiravo camminando, che le abitazioni tutte, hanno un sistema che si ripete.
Un modulo di casette alla Hansel e Gretel, con tetti spioventi, perchè qui nevica
(mica come da noi, per sfruttare il sottotetto) con falde in cotto o ardesia, a tre piani quasi tutte…


…sono entrato….muri maestri in mattoni e solai in legno...le più vecchie ad ogni stanza hanno un camino,ogni palazzina aveva tipo 6 camini funzionanti…perchè qui quando fa freddo…fa freddo…
pareti divisorie di volgare cartongesso…mattoni ricoperti con carta da parati …le canne fumarie sono rimaste a vista, e ormai i camini sono stati murati, usati solamente per appoggiarci fotografie….

Per capire una città devi passare per il centro storico, vai al centro storico, poi ci trovi tutto il mondo che ha fatto la tua stessa pensata….come le partenze intelligenti…e ti ritrovi sull’autostrada insieme a tanti altri tuoi colleghi.

…molto carino ed elegante, oserei dire calmo nonostante l’eccessiva presenza di turisti, strade piccole pavimentate come aree pedonali…facilmente se non stai attento finisci sotto un tram…
...semafori in strade larghe 2 metri, quasi si toccano i pedoni, che insieme alle automobili attendono pazientemente il proprio turno…


Ho preferito allontanarmi con passo furtivo.
Nauseato dalle strade già segnate dai miei predecessori, ho deciso di perdermi e incamminarmi alla scoperta…rispondendo all’invito di quelle deserte….


“camminare è un modo tranquillo per reinventare il tempo e lo spazio.
Prevede uno stato d’animo, una lieta umiltà davanti al mondo, un’indifferenza alla tecnica e ai moderni mezzi di trasporto o, quantomeno, un senso della relatività delle cose.
Fa nascere l’amore per la semplicità, per la lenta fruizione del tempo.”

David Le Breton, “il mondo a piedi. Elogio della marcia”


Si rintanano creando i ghetti, sono le case degli stranieri che danno inizio alla periferia, dove sorgono fabbriche, magazzini e cantieri a cielo aperto.

…mi sono accorto di essere passato in “terra straniera”, non solo per l’aumento di supermarket, fruttivendoli arabi, ristoranti indiani e venditori di automobili, ma soprattutto perchè le persone cominciavano a guardarmi.
...poco tempo mi ci è voluto per capire che era una prerogativa dei locali…camminare senza guardare chi ti sta vicino…

…libera i marciapiedi dalla calca dei turisti, dalle persone poco coraggiose, dalla gente pigra…svuota le strade da voci e dai suoni nervosi…
…mi sono reso conto che mentre vagavo, non ero solo come pensavo…
c’era lei che mi teneva compagnia, pur non dicendomi niente…

piove nove giorni su cinque …alla fine se ci vivi, non ci fai più caso, basta vestirsi come una cipolla.

…una cosa tanto naturale quanto odiata, sono fortemente convinto che invece sia una santa cosa , la pioggia….
…ci siamo incamminati, lei incostantemente leggera e di compagnia, io invece mi difendevo con un ombrello bluette, dalle sue eccessive morbosità.
….stavo attento a dove mettere i piedi e a non finire dentro qualche pozzanghera…era bello vedevo i confini delle cose…finalmente nella loro interezza.

…dopo, quando smette…le persone sagge, tornano nelle loro case, e pian piano riappaiono tutte le altre, che spuntano come funghi…singoli oppure a gruppi...

…quando vuoi fuggire dalla massa ignorante che non ti capisce, allora ti dirigi verso il mare.
Qui sei solo, ed hai la fortuna che qualcuno ti ascolta, prendendosi tutti i tuoi pensieri senza farteli ritornare.
Puoi vomitare quello che vuoi, e sarai sempre ascoltato pazientemente.
…ma per chi non ha il mare, la soluzione si risolve nella parte alta della città.

Ogni città ha sua una parte alta dove di solito si trova un castello, in realtà non è una questione di sensibilità, ma è sempre stato per questioni strategiche.
Dall’alto vedi meglio l’arrivo del nemico.

…incuriosito me ne stavo in silenzio osservando le persone che si divertivano a giocare con questo grande plastico della città.
Dall’alto la prospettiva cambia…e tutti dicevano:
vedi lì siamo stati ieri…lì siamo passati prima…quello è il palazzo che abbiamo visitato uh?! guarda non mi ero accorta che... ecc…

Diversamente interessante rispetto al centro storico, questa parte della città è più ricca;
Si capisce dai negozi e dallo stile delle persone, è ricca di palazzi importanti e ciò si deduce da come questi vestono.
Palazzi signorili, parchi curati e grandi slarghi, costituiscono il panorama della parte alta di questa capitale europea per eccellenza.

E’ il nostro stato d’animo che muta le apparenze, ma le città, quelle costruite di mattoni e legno, non cambiano mai.
Sono lì perenni, pronte ad accogliere nuovi critici di passaggio.
Come appunto Bruxelles, di cui avete appena finito di leggere il mio breve e personale punto vista.

Non pretendete di conoscere una città nei tre giorni che vi siete persi da lavoro e quindi presi di vacanza…
Take away…è una formula moderna, che non tiene conto che per conoscere le cose….
bisogna dedicarci del tempo…


Bruxelles 04-14/07/08


Fabrizio Stenti


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