itinerari di architettura
giovani architetti visitano il mondo

 
   


di Isabella Giannuzzi Savelli
 
   

La casa è una macchina per abitare, si sa. Come le macchine la nostra società è in continua evoluzione e ne sperimentiamo i cambiamenti quotidianamente attraverso le nuove tecnologie e le trasformazioni culturali che modificano il nostro modo di vivere.
La domanda che ci poniamo è: come questi cambiamenti così rapidi possono incidere e modificare la nostra macchina per abitare, o meglio il nostro nucleo abitativo? Che messaggio ci aspettiamo dall’architettura se la distanza che intercorre tra le trasformazioni urbane e i cambiamenti tecnologici e scientifici, diventa troppo grande?
Molte sono le opere significative che hanno tentato e tuttora tendono ad abbreviare questa distanza.
Ne sono una testimonianza alcuni esempi dell’esperienza architettonica olandese che nel corso del tempo ha saputo conciliare la sua storia e le sue tradizioni con innovazione e sperimentazioni artistico-architettoniche.
E’ con questo spirito che ho visitato l’Olanda. E’ così che passeggiando comodamente in bicicletta (cosa che ci rammentiamo di fare solo quando siamo all’estero), inciampiamo nella casa di Gerrit Thomas Rietveld, Utrecht 1924.
Dopo la I guerra mondiale, i designer interpretano in modo nuovo le forme, caratterizzandole con linee chiare, funzionali e concrete. La casa di Rietveld dunque, così come la sua famosa “Red and Blue” o la “Zig Zag” evidenziano in modo chiaro i caratteri e gli ideali del tempo. I colori e la geometria delle sue opere così come il prospetto dell’abitazione, si rifanno ai quadri di Piet Mondrian. Ecco uno dei modi di interpretare i primi anni del XX secolo. Ecco come si inizia a dare vita ad un periodo in cui i cambiamenti architettonici non sono mai stati così drammatici.
Facciamo un salto temporale e visitiamo, non lontano dal centro di Utrecht, il più attuale Educatorium di Rem Koolhaas del 1997. Un edificio a servizio di tutte le Facoltà e degli Istituti di ricerca dell’Università. Un luogo che si integra perfettamente nell’ambiente circostante. Un foglio che “si piega” ed all’interno della sua piegatura accoglie aule studio e mensa. L’ingresso, una grande piazza con comode sedute colorate che di notte diventano sculture luminose.
Ma andiamo a Delft, paese d’origine di Jan Vermeer. Se da un lato facciamo un tuffo nel passato con una passeggiata lungo i pittoreschi canali, i palazzi secenteschi, le chiese imponenti, i cortili silenziosi e i vicoli stretti, dall’altro si contrappone il sapiente intervento di Mecanoo del 1993, innovativo, quanto silenzioso. Una biblioteca che “sta”, ma non si vede. Ricoperta dal verde del prato, presenta come unico volume che fuoriesce dal terreno, un grande cono di vetro. Il cono caratterizza sia l’esterno della biblioteca quale landmark del paesaggio, sia l’interno andando ad accogliere una rampa elicoidale di connessione verticale per i quattro livelli. Il tutto diviene luogo vivo e intimo allo stesso tempo, pubblico e privato insieme. All’interno anche i gradini suggeriscono il silenzio.
Spostiamoci ad Amsterdam. Qui gli appartamenti WoZoCo’s progettati da MVRDV nel 1997 stupirono tutti gli abitanti per la loro bizzarra facciata. Destinati ad accogliere le persone anziane di Osdorp, l’edificio principale si presenta in pianta come una striscia stretta, tattica usata dagli architetti per minimizzare lo spazio occupato e quindi aumentarne la quadratura del verde circostante. Sulla facciata sud rivestita in legno, le finestre sono disposte in posizioni differenti, e i balconi donano una varietà di profondità e larghezza. I loro colori sono stati scelti dagli abitanti, in modo da rendere ogni appartamento unico per chi lo vive. Si è così creato un elegante ritmo cromatico che caratterizza tutto l’insieme.
“L’architettura”, ci indica Nicola Pagliara, “racconta come un libro o una novella la storia del tempo in cui è stata prodotta. Perciò ammicca al futuro attraverso le sue intime logiche perverse…”
E speriamo di riuscire in questo intento così affascinante, così difficile…


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