Domenico
Cogliandro presenta WOZ
Mercoledì 16 aprile ore18:00 al TRIP, in via Martucci 64,
80124 Napoli
Quando qualcuno,
che non ha vissuto l'esperienza del Laboratorio, chiede "che
vuol dire woz?" gli si oppone, in maniera sistematica, l'espressione
stranita dell'interlocutore che gli risponde con una domanda:
"woz".
Woz, lo dico
per chi non sa di cosa parlo e per farne una breve cronistoria,
nasce per caso: come esperienza sul campo di un corso di design
da me tenuto nel 2004 a Reggio Calabria. Quella volta invitai
dei recenti amici, Luigi Patitucci e Salvino Comes, a condividere
l'esperienza facendo trasferire anche i loro studenti siracusani
per una tre giorni a Riace, in Calabria. Ci ho sperato, e loro
sono venuti. Il primo Woz è stato apripista di un ragionamento
che con loro due ho condiviso (e in parte con altri) e ho allargato
ad una schiera di passionali incursori che operano nella professione
e nelle scuole: architetti, artisti, designers, studenti. Il primo
anno eravamo una trentina, tra studenti e docenti di Reggio e
Siracusa. Abbiamo ripetuto l'esperienza riacese nel 2005, allargando
le ali e la struttura relazionale (il network), e ci siamo ritrovati
a condividere l'esperienza in settanta persone; solo che nella
seconda release c'era anche gente di Torino, Udine, Firenze, Padova,
Caserta, Catania, Messina, Reggio, Siracusa che hanno avuto la
pazienza e la disponibilità ad ascoltarmi, a condividere
l'idea, a mettersi in discussione, nonostante Woz dimostrasse
una totale e vivace indipendenza da schemi e scuole. Lo scorso
anno a Ustica eravamo in centotrenta, e io temo cosa possa accadere
quest'anno. Una cosa è certa, l'unica forse, di Woz: il
feticcio riportato in alto, opera di Filippo Malice e coniato,
come fosse la nostra moneta del sogno, durante il secondo laboratorio;
ovvero, la risposta alla solita domanda.
In cosa consiste il lavoro del Woz?
Il lavoro del Woz è molto complesso, perché "non"
tiene in considerazione molti fattori che, nei workshop canonici,
sono previsti quando non strutturali. Woz non prevede seminari
collettivi, non suggerisce la divisione di ruoli tra tutors e
students, non intende perseguire tout court le proprie indicazioni
tematiche, non stabilisce regole procedurali rigide nella definizione
e proposizione dei progetti. Quello che viene proposto ai partecipanti
è una sorta di rumore di fondo da cui sia possibile risalire
alla fonte originaria, oppure uno scheletro privo di tessuti e
di fibre che suggerisca l'idea di un corpo le cui fattezze verranno
stabilite via facendo. Il Woz è un network in progress:
prevede diverse attività e lascia liberi, al tempo stesso,
i partecipanti di produrne altre, inattese o derivanti dalla relazione,
frizione, contaminazione tra soggetti.
Dalle piccole
città al brano di una grande città, cosa ha determinato
la scelta di Palermo e del quartiere Albergheria?
Quando Woz ha iniziato, timidamente ma non senza una certa forza,
a proporsi come un workshop alternativo, ci si era prefissati
l'intenzione di lavorare “con e per” le micropoli
meridiane. Siamo stati a Riace, Ustica e Maletto, complessivamente
circa 200 soggetti provenienti da vari ambiti della cultura, dell’arte,
del design. Dopo tre anni, quel modello ci è sembrato necessitasse
di una svolta: o una strategia operativa differente o una differente
complessità, e si è scelta questa seconda via. L'Albergheria
soffre le contraddizioni di un brano di città quasi abbandonato
al suo destino, in tal senso è una deriva, eppure ha una
congruenza interna che è stata precisata con grande attenzione
in un recente studio pubblicato sul libro "Al centro del
margine", curato da Vincenza Capursi e Ornella Giambalvo.
Di fronte a dati obiettivi e ad una analisi sul campo, ci si è
detti che il Woz avrebbe potuto, in una certa misura, diventare
una sorta di sponda dei contenuti di quel libro e prodursi nella
propria maniera di fare design.
Come si partecipa al laboratorio Woz?
Per partecipare è necessario effettuare una preiscrizione
via email (e un versamento di 50 euro a persona che dovrà
essere effettuato in maniera preliminare alla partecipazione sul
c/c bancario di Biblioteca del Cenide di Rigoli Bianca Maria e
C. s.a.s., presso Banca Popolare di Crotone, il cui IBAN è:
IT 98 B 0525 6816 2000 0000 869 968 indicando in causale “Laboratorio
WOZ, Palermo” con accanto il proprio nominativo) all’indirizzo
wozzers@wozlab.net indicando il/i nominativo/i di chi parteciperà,
la sede di provenienza, il proprio riferimento email e un numero
di telefono per comunicazioni via sms. Allo stesso indirizzo email
è possibile richiedere informazioni su spostamenti, alloggi,
sedi del Woz. Tale preiscrizione è per noi importantissima
per calibrare, in funzione delle presenze accertate, il dimensionamento
di determinati spazi di lavoro e di incontro durante il Woz. Altre
informazioni sono, al momento, disponibili su
http://www.cenide.net